ADDIO A MALCOLM YOUNG - Amici Del Vinile
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ADDIO A MALCOLM YOUNG

ADDIO A MALCOLM YOUNG

 

Il 9 luglio 2015 c’ero anch’io a Imola, in mezzo a 92.000 persone, all’interno del circuito del Santerno per venire travolto dall’ondata di energia proveniente dal rock aspro e selvaggio di un gruppo leggendario, gli AC/DC.Quasi due ore di concerto in cui Brian Johnson, voce, Chris Slade alla batteria, Cliff Williams al basso e il grandioso Angus Young alla chitarra, hanno saputo coinvolgere il pubblico alla grande facendo capire chiaramente, con la generosità e la passione espresse sul palco, perchè certi artisti sono destinati a ritagliarsi uno spazio importante nella storia del rock. Purtroppo, mancava una cosa per rendere quello spettacolo perfetto, ovvero, il quinto componente del gruppo, Malcolm, fratello maggiore di Angus, eccellente chitarrista ritmico e co-fondatore del gruppo. Fin da ragazzino mi è rimasto impresso quello sguardo a metà fra l’incazzato e lo strafottente. Malcolm non c’era perchè il 15 aprile 2014 era stato colpito da un ictus che aveva aggravato la sua salute già da tempo minata da problemi cardiaci e dai primi ma tangibili segni della demenza senile.Se per questa band australiana i leader carismatici sono sempre stati Angus e, fino alla tragica scomparsa nel febbraio dell’80 il primo vocalist Bon Scott, non meno essenziale per il gruppo è sempre stata la figura di Malcolm. Lui, insieme ad Angus e all’altro fratello George, non solo ha formato gli AC/DC ma ha contribuito a guidarla per affrontare e superare i momenti difficili; la morte di Bon Scott, da sola, è tragedia che avrebbe potuto spezzare molti gruppi e i frequenti cambi di formazione, soprattutto durante gli anni ottanta, come pure le critiche non di rado spietate non facilitavano certo la vita. Eppure questo ragazzo, nato il 16 gennaio 1953 a Glasgow e poi cresciuto ad Adelaide nel sud dell’Australia, non si è mai fermato lottando sempre con grinta, anche troppa in certe occasioni. Un aneddoto può chiarire la situazione; nel settembre del’78 gli AC/DC erano a Chicago per aprire un concerto dei Thin Lizzy. Il promoter, al momento del soundcheck e ritenendo esagerato il volume, ebbe la pessima idea di azzerarlo; i musicisti non se ne accorsero perchè le spie sul palco erano ancora accese. Tuttavia, quando il fonico del gruppo avvisò Malcolm dell’accaduto, questi gettò la chitarra a terra, si diresse nei camerini e una volta trovato il responsabile gli si scagliò adesso, rifilandogli un pugno in faccia. Il promoter minacciò di denunciarlo alla polizia se l’avesse rifatto e Malcolm per tutta risposta disse :” Avanti fallo! Non crederanno mai che un uomo di un metro e ottanta le abbia prese da un tipo alto un metro e un cazzo! A questo punto dillo anche a tua madre!!” In seguito ebbe a dire che si può essere focosi da giovani ma in seguito si cambia e ci si calma. Quell’episodio però dimostrava che lui non era persona da farsi mettere i piedi in testa e, soprattutto, che era pronto a lottare in quasiasi momento per ciò che era parte integrante della sua vita, gli AC/DC. Parlando del suo lavoro come compositore per il gruppo, credo sia sufficiente ricordare che, con Angus, è stato l’autore di riff di chitarra straordinari. Basta pensare all’intro di Hell’s Bells quando, dopo gli infernali rintocchi di campana arriva una velenosa chitarra ad introdurre uno dei brani più belli della storia del rock; non possiamo dimenticare nemmeno il riff che accompagna Thunderstruck e che preannuncia da subito, con un ritmo incalzante, l’esplosione di energia. Questo solo per limitarci agli esempi più eclatanti. Di lui, conserverò il ricordo, oltrechè di un musicista e di un compositore validissimo, anche quello di un’uomo con un carattere certamente non facile ma leale e sincero fino al midollo e legatissimo al fratello, cosi come alla famiglia e al “suo” gruppo. R.I.P: Malcolm e grazie per le emozioni regalate….

1 Comment
  • Massimiliano Guerci

    novembre 20, 2017 at 10:02 pm Rispondi

    Ottimo, sentito e dovuto omaggio a uno dei padri dell’hard rock. Bravissimo Franco!

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