BEECHWOOD "Songs From The Land Of Nod" - Amici Del Vinile
Amici, Vinile, Musica, CD
22785
post-template-default,single,single-post,postid-22785,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-3.5.2,menu-animation-underline,side_area_uncovered,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.2,vc_responsive
 

BEECHWOOD “Songs From The Land Of Nod”

BEECHWOOD “Songs From The Land Of Nod”


I Beechwood sono un power trio che incarna perfettamente l’anima della loro città: New York. Questo è il loro secondo album, il primo ad avere una distribuzione adeguata, visto che il precedente era stato licenziato solo su cassetta (!). La loro musica trova riparo sotto l’ombrello dello psych-garage, ma questa è giusto un’etichetta che inquadra solo parzialmente l’album. Gordon Lawrence alla voce e chitarra, Isa Tineo alla batteria e Sid Simons al basso certamente pagano tributo e raccolgono l’eredità di numerosi numi tutelari che vegliano sulla Grande Mela: Lou Reed, Ramones, New York Dolls, Television e l’ultimo John Lennon. Ma al tempo stesso lo fanno senza peccare di nostalgia, e con quella giusta e cruda attitudine, fatta di grezza tenerezza. Non è solo un ossimoro, è New York in tutte le sue contraddizioni e le sue infinite forme di vita. Che senso avrebbe altrimenti una proposta che nel 2018 sfiora il punk, accarezza il glam e ammicca dalla copertina con un look fuori tempo?

Se vi è capitato di passare qualche giorno in questa città la risposta va da sé: nulla musicalmente parlando è mai veramente finito o fuori moda a New York ed è per questo che un album così ha senso e credibilità. Lo stile musicale di questo trio travalica i tempi, che importa se siamo nel 2018 o nel 1978, ciò che conta è l’autenticità della proposta, l’urgenza di portare avanti riff spontanei e ballate notturne perché questo è ciò che a loro piace fare, senza pensarci troppo. Se poi i tre hanno anche alle spalle una buona tecnica sia strumentale che compositiva, allora il gioco è fatto, e i 35 minuti dell’album trascorrono veloci lasciando sulla pelle quel misto di purezza e sporco, frutto di un’alchimia chimica che solo New York può produrre.

 

 

1 Comment
  • Nicola Bonaventura

    aprile 14, 2018 at 5:31 pm Rispondi

    Grazie Max,davvero molto interessanti!

Post a Comment