Frank Zappa “Halloween 77” - Amici Del Vinile
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Frank Zappa “Halloween 77”

Il 31 ottobre 1977 tira una brezza fresca a New York. Tutti si preparano a festeggiare Halloween per le strade e nei locali. In uno di questi, il Palladium, tra l’East e il Greenwich Village, FZ tiene l’ultimo di una serie di sei concerti in quattro giorni. L’atmosfera è elettrica e il pubblico sa che sta per assistere a un evento straordinario. In quel periodo FZ non se la passa benissimo: ha alcuni contenziosi legali con le case discografiche, pochi i soldi in tasca. Inoltre si è accorto che il pubblico ai suoi concerti sta cambiando, i fan della prima ora ormai sono a casa alle prese con mutui e figli piccoli e il suo gruppo di musicisti è diventato troppo numeroso da pagare… Insomma si rende conto che deve cambiare qualcosa. Allora decide di rivoluzionare la line-up: via tutti i fiati, e nuovi (e pochi) musicisti a basso costo. A tenere il tempo due giovani talenti, Terry Bozzio alla batteria e Patrick O’Hearn al basso: energici e aggressivi quanto basta per catturare il consenso dei nuovi e più giovani fans. Alla chitarra ritmica uno sconosciuto Adrian Belew: è bravo, è duttile e ha tanta voglia di emergere (FZ lo ha reclutato un mese prima dopo averlo visto per caso esibirsi in un oscuro locale di Nashville). Due tastieristi di esperienza e spalle robuste come Tommy Mars e Peter Wolf. Un percussionista, Ed Mann, con il compito di decorare e arricchire il sound. Alla chitarra solista e alla direzione Frank Zappa, torso nudo, la fida Gibson SG a tracolla, chioma fluente e jeans superattillati: per quella notte Re di New York. Il sipario può aprirsi.

È un tour de force di oltre tre ore quello che il pubblico si accinge a vedere, ad ascoltare e a partecipare, e sarà un’esibizione storica. In quei mesi FZ è un po’ stufo delle sue derive jazz, preferisce puntare sul rock, sull’immediatezza: con la platea instaura subito un clima famigliare e il feeling che ne scaturisce è basato sul divertimento, più che sulla tecnica. Sia chiaro: sotto un certo standard minimo non si scende, ma ciò che ora interessa a FZ è assecondare il ricambio generazionale del suo pubblico. Assoli aggressivi ma “fruibili” quindi, molti duetti, performances galoppanti basate su groove accattivanti, in modo che chi ascolta sia più facilmente coinvolgibile, e qualche immancabile episodio di intrattenimento con gli spettatori. E poi ritmo, tanto ritmo, energia a fiumi, sempre e comunque; le melodie atonali e sperimentali che avevano caratterizzato il suo approccio alla musica hanno ora uno spazio molto più ridotto.

Difficile soffermarsi sui singoli pezzi, in quanto tutto il live ha una forza coesiva impressionante a cui l’ascoltatore di oggi, forse, non è più abituato. Comunque tra i momenti più esaltanti possiamo almeno ricordare The Torture Never Stops, con la sua cupa cadenza e le crude allusioni sado/maso; un’epica Wild Love, dove, a parte i primi minuti in stile jingle pubblicitario, tutta la band esprime le proprie potenzialità in un crescendo di 30 minuti; e infine Punky’s Whips, parodia dei cantanti glam, cantata da Terry Bozzio che picchia come un fabbro e con sontuoso assolo di FZ (per questa rimando al secondo video).

Due le edizioni. La prima: boxset con chiavetta usb contenente tutti e sei i concerti (158 brani). La seconda: triplo cd, libretto interno con le note di Belew, le 28 tracce della serata del 31 ottobre + 4 di bonus tratte dal concerto del giorno prima.

Halloween 77, uscito lo scorso novembre 2017, si candida come uno dei concerti più trasversali di FZ, capace di attirare una gamma di pubblico vasta quanto eterogenea. Se il personaggio vi incuriosisce ma per prudenza vi siete sempre tenuti alla larga, questo può essere un valido pass d’ingresso.

 

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