Lana Del Rey “Lust For Life” - Amici Del Vinile
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Lana Del Rey “Lust For Life”

Lana Del Rey “Lust For Life”

“Lana Del Rey ha un carisma fantastico e – questa è una cosa molto interessante – è come se fosse nata in un altro tempo. Ha qualcosa che attrae molto le persone. E non sapevo che fosse stata influenzata da me!” – David Lynch

Elizabeth Grant nasce a New York in una famiglia ricca, frequenta un college esclusivo e costoso la cui retta si aggira sui 40.000 $ l’anno, si laurea in filosofia con una specializzazione in metafisica. E’ bella e vuole fare la cantante. Di più: vuole fare la diva. Non sa cantare granchè, ma questo non è un problema perché ci pensa autotune (il software audio che permette di correggere l’intonazione e mascherare gli errori). Impara quattro accordi alla chitarra, scrive i testi e le musiche delle sue canzoni. Molla New York, si trasferisce a Los Angeles, si trova un nome d’arte (Lana Del Rey), si abbevera del mito noir, di Hollywood, degli anni ’50. Si immerge nel genere sadcore: atmosfere melanconiche e retrò, musica rallentata, racconti di amori difficili con bellimbusti un po’ malavitosi e un po’ maledetti. Si costruisce un immaginario fatto di ville con piscina, cappelli a tesa larga, gioielli, Raymond Chandler e sigarette senza filtro. E alla fine ha successo.

Nulla a che vedere insomma con i fantasmi distruttivi di una Amy Winehouse o persino di un’Adele. Orgogliosa di cantare un passato che probabilmente non ha mai vissuto, Lana oggi è ormai al suo quinto album e anche se sembrava che tutto quello che doveva dire lo avesse già detto nei dischi precedenti, è riuscita a confezionare una serie di canzoni che scorrono in modo gradevole, e che suonano credibili nel loro estetismo vintage. Una produzione patinata ma non invadente, ospiti di riguardo (A$AP Rocky, The Weeknd, Stevie Nicks dei Fleetwood Mac tra gli altri), ma soprattutto una scrittura felice – questa la novità rispetto ai dischi precedenti. I contrasti ci sono sempre, azzeccati e ben calibrati: il mito dell’on the road americano (il vecchio furgone in copertina non è casuale) con le ultime suggestioni hip hop, il noir cinematografico di David Lynch con il soul, indolenza e lirismo, Xanax e botulino. Ma questa volta è la “gioia di vivere” (Lust for Life) che oggi Lana vuole cantare: “Il cambiamento è qualcosa di potente, lo sento arrivare in me, forse per il momento in cui qualcosa sarà accaduto, sarò capace di essere onesta”.

Lo stile non le è mai mancato, e autotune o meno, Lana inizia a sfoderare doti vocali più che dignitose confermandosi stella di prima grandezza nell’immaginario pop.

 

 

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