Todd Terje "It's Album Time" - Amici Del Vinile
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Todd Terje “It’s Album Time”

Todd Terje “It’s Album Time”

Todd Terje è un dj norvegese. Dopo una gavetta di 10 anni tra singoli di buon successo, dj set, produzioni e collaborazioni varie, ha confezionato nel 2014 il suo primo album. Non proprio una novità quindi, ma un disco che ogni estate torna con piacere, come un amico che non si vedeva da tempo. Il risultato è una gradevole raccolta di pezzi, floreale e colorata, perfetta per le serate estive, per un cocktail in riva al mare o una birretta mentre si aspetta che la grigliata sia pronta. Poco impegno e ascolto facile insomma… tutto qui?

Non proprio: il pregio di questo disco è di essere sì leggero, ma anche di andare oltre il puro intrattenimento, costruendo melodie di classe che si insinuano dolcemente nella mollezza estiva. Suoni e groove che fanno parte di un passato storico (…e condiviso da chi ha almeno 40 anni sulle spalle) viene qui riattualizzato attraverso l’Arp 2600, un sintetizzatore capace di aprire un portale spazio-temporale e riportarci tutti all’epoca d’oro delle disco estive. Una tendenza al retrofuturismo che va tanto di moda (un altro ottimo esempio è la serie tv “Stranger Things” con la sua accattivante colonna sonora) ma che pochi alla fine sanno gestire. Todd poi non ama fare il piacione per conquistare un pubblico facile: c’è passione, maestria ma soprattutto non c’è traccia di quella nausea dolciastra che spesso si appiccica in musica usa-e-getta di questo genere.

PS: qualcuno ancora pensa che fare questo tipo di musica sia cosa relativamente facile, che i dj in realtà non siano veri musicisti, che le drum machine non abbiano anima… La sfida che dimostra il contrario è quella di riproporre gli stessi pezzi in dimensione live: per questo i due link successivi presentano lo stesso pezzo prima nella versione album e poi dal vivo. Buon ascolto e buona estate a tutti!

4 Comments
  • Luca Breda

    giugno 17, 2017 at 10:38 am Rispondi

    Non malvagio questo pezzo, il video di animazione poi è una chicca, Nel live è presente una connotazione latin fusion per renderlo più ballabile che è interessante.
    Un amico mi ha detto che stanno ritornando con una certa frequenza i suoini dei synth analogici, che Korg e Moog hanno rimesso in produzione strumenti che ricordano quelli degli anni 70

    • Riccardo

      agosto 25, 2017 at 8:02 pm Rispondi

      Verissimo, la Korg per esempio ha messo sul mercato l’MS-20 mini – rigorosamente monofonico e analogico fino al midollo – che è la versione appena appena aggiornata del modello uscito negli anni ’70.

      Ho incrociato questo Todd Terje girando su YouTube e devo dire che è notevolissimo, i brani dove mette le mani sono sempre belli e sorprendenti. Anche il pezzo linkato qui in due versioni è notevole, un 7/8 d’altri tempi.

  • Luca Breda

    giugno 17, 2017 at 10:49 am Rispondi

    Colgo l’oocasione per segnalarti un paio di artisti jazz ‘contaminati’ che fanno largo uso di elettronica:

    – NILS PETTER MOLVAER : Trombettista (https://www.youtube.com/watch?v=RjFFFpglKTc)
    – ELVIND ARSET : chitarrista
    – JON HASSEL : Trombettista (già collaboratore di Brian Eno)

  • Massimiliano Guerci

    giugno 17, 2017 at 8:05 pm Rispondi

    Grazie per il tuo feedback! Confermo il ritorno di sinth analogici, c’è tutta una tendenza chiamata retrowave iniziata 3/4 anni fa che si sta facendo largo. Indagherò sui nomi che citi, che non conosco, a parte Jon Hassel del quale ho un paio di dischi, ma lui è un fuoriclasse di primissima fascia… PS in ambito techno il genere latin fusion viene definito balearic.

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